Riportiamo le linee guide ministeriali riguardanti i bambini e il Covid-19.

La fonte, aggiornata al 23 febbraio 2021, è il sito salute.gov

10 punti chiave

Fin dall’inizio della pandemia genitori e operatori sanitari si sono interrogati riguardo quanto i bambini sarebbero stati colpiti dall’infezione da Covid-19. Su questo punto i dati sono ormai consolidati e coerenti tra i diversi studi effettuati, ecco alcuni aspetti da tenere in considerazione:

  • Contagio – Secondo una ricerca pubblicata nel mese di giugno 2020 su Nature Medicine  i bambini e i giovani sotto i 20 anni, oltre ad essere molto spesso asintomatici, si stima che abbiano una suscettibilità all’infezione pari a circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni. La ricerca ha sviluppato modelli di trasmissione di Covid-19 sulla base dei dati provenienti da 6 paesi, inclusa l’Italia. Anche l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel Report Iss-Covid “Indicazioni ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi di 0-2 anni in risposta all’emergenza COVID-19” evidenzia che “nei bambini l’infezione da SARS-Cov-2 si manifesta con quadri clinici molto meno severi rispetto agli adulti. I bambini hanno infatti in generale una buona prognosi e la letalità è decisamente inferiore rispetto all’adulto”.  Lo studio “Medicina di genere e Covid-19” – redatto dai referenti del tavolo IRCCS Medicina di Genere – COVID-19 coordinato dal ministero della Salute – evidenzia che in Italia solo circa l’1% dei casi positivi ha compiuto 18 anni.Il fatto che, nella popolazione pediatrica, SARS-CoV-2 non induca generalmente conseguenze gravi, secondo lo studio può essere spiegato, in primo luogo, dai diversi livelli del recettore ACE-2 con cui si lega la proteina spike del virus per entrare nelle cellule dell’ospite. Questi diminuiscono con l’avanzare dell’età e in presenza di comorbilità come ipertensione e diabete. Alti livelli di attività ACE-2 nei bambini/e potrebbero avere quindi un ruolo protettivo nei confronti del virus, con manifestazioni meno gravi rispetto agli anziani. In secondo luogo, i bambini/e sono esposti ad altri virus respiratori come il virus respiratorio sinciziale e i virus dell’influenza A e B, con conseguente aumento dei livelli sierici di anticorpi che potrebbero quindi fornire una protezione crociata.
  • Letalità -Le evidenze scientifiche disponibili, chiarisce l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), indicano che nei pazienti pediatrici l’infezione causata da SARS-CoV-2 si manifesta con un andamento clinico più favorevole rispetto all’adulto. 
  • Complicanze – I sintomi di Covid-19 nei più piccoli sono spesso assenti o lievi, tuttavia l’infezione in alcuni casi può comportare lo sviluppo di complicanze o forme cliniche peculiari. Ecco perché va comunque posta molta attenzione quando i bambini manifestano i sintomi dell’infezione, soprattutto se con meno di un anno di età e in presenza di condizioni patologiche preesistenti. Secondo lo studio “Medicina di genere e Covid-19” nei pazienti pediatrici si assiste ad un decorso dell’infezione da Sars-Cov-2 asintomatico, lieve o moderato nel 94,1% dei casi, con un 4,4% dei pazienti totalmente asintomatici, cioè senza segni clinici o sintomi ma con test di laboratorio positivi. Lo studio evidenzia che lo spettro delle manifestazioni osservate in età pediatrica può comprendere diversi sintomi, tra cui febbre (frequentemente di basso grado), tosse, eritema faringeo, tachicardia e tachipnea; meno frequentemente sono stati riscontrati rinorrea, diarrea, vomito ed affaticamento. Nei casi in cui si osserva una polmonite lieve, unilaterale o bilaterale, questa ha necessitato del ricovero in terapia intensiva (ICU) solo nel 4% dei casi. 
  • Vaccinazioni
    • ​Vaccinazioni anti Covid-19 – Attualmente non sono stati ancora autorizzati dalle autorità competenti vaccini anti Covid-19 che possono essere somministrati in età pediatrica. I vaccini attualmente autorizzati da Ema e Aifa (Pfizer BioNTech, Moderna, Astra Zeneca), infatti, possono essere somministrati nelle persone di età superiore ai 16 -18 anni
    • Vaccinazioni pediatriche – A causa della pandemia in molti Paesi, inclusa l’Italia, osservano i ricercatori dell’ISS, si è verificata “una riduzione generale delle normali attività vaccinali”. È importante in questa fase recuperare tutte le sedute di vaccinazioni obbligatorie che non sono state eseguite. In autunno, inoltre, è raccomandato che tutti i bambini sotto i 6 anni si vaccinassero contro l’influenza stagionale, malattia che può sovrapporsi o confondersi con Covid-19. Consulta la Circolare ministeriale su Prevenzione e controllo dell’Influenza: raccomandazioni stagione 2020/21
  • Precauzioni igieniche -Tutti i bambini vanno incoraggiati al rispetto delle norme di igiene e prevenzione delle infezioni, come non portare le mani in bocca, non stropicciarsi gli occhi e lavare frequentemente e accuratamente le mani con acqua e sapone o disinfettante per le mani a base di alcool. Consulta le FAQ – Come proteggersi
  • Mascherine -Non sono obbligatorie per i bambini al di sotto dei 6 anni e per i bambini con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e i soggetti che interagiscono con loro. Sono molte le fake news che girano in materia. La Società italiana di Pediatria (Sip) in un video divulgativo ha smentito una serie di notizie falseche circolano sui social media, precisando che “i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia”, “la mascherina previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la trasmissione del coronavirus tra asintomatici”. Inoltre, non ci sono evidenze che documentino un legame tra uso della mascherina e un’alterazione della flora batterica o disbiosi intestinale.
  • Conseguenze psicologiche -L’isolamento a casa durante l’emergenza da nuovo coronavirus ha causato l’insorgenza di problematiche comportamentali e sintomi di regressione nel 65% di bambini di età minore di 6 anni e nel 71% di quelli di età maggiore di 6 anni (fino a 18). È quanto emerge da un’indagine sull’impatto psicologico e comportamentale del lockdown nei bambini e negli adolescenti in Italia, condotta dall’ospedale pediatrico Gaslini di Genova nel mese di marzo 2020. Tra i disturbi più frequentemente evidenziati vi sono: l’aumento dell’irritabilità, disturbi del sonno e disturbi d’ansia.
  • Abitudini alimentari -L’emergenza COVID-19 ha cambiato profondamente le abitudini delle famiglie, che con le scuole chiuse, hanno avuto “più tempo per stare insieme”. Questo periodo ha potuto, quindi, “rappresentare un’occasione per dedicare più tempo ai propri figli e approfittarne per migliorare le abitudini alimentari”. La pagina ISS – Alimentazione dei bambini e ragazzi durante l’emergenza COVID-19) evidenzia in particolare come l’importanza della regolarità nei ritmi giornalieri, così come il rispetto di adeguate ore di sonno (almeno 10 per i bambini più piccoli e 8 per gli adolescenti) contribuiscono al benessere psico-fisico e a mantenere corrette abitudini alimentari. I bambini – si legge nel documento dell’Iss – imparano soprattutto osservando, quindi il comportamento alimentare dell’adulto è un modello da imitare e una guida per la vita futura. Per questo motivo, pur riconoscendo che inclinazioni e gusti sono presenti fin da piccoli, è importante incoraggiare i propri figli a sperimentare nuovi cibi e nuovi sapori (rispettando i loro tempi per accettarli)”.
    Per approfondire: Covid-19 – Stili di vita corretti..
  • Attività fisica -I bambini e ragazzi vanno sempre incoraggiati a fare attività fisica. Anchesemplici movimenti, come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e lavori domestici, possono aiutare a scaricare le tensioni accumulate (con una riduzione dell’agitazione e della conflittualità), aumentare le energie e lo stato di benessere generale, migliorare la qualità del sonno. 
  • Vita sociale -I bambini e gli adolescenti devono poter giocare e relazionarsi con gli amici, ma per tutelare la loro salute in questa fase emergenziale anche ai bambini va raccomandato di evitare qualsiasi assembramento e di rispettare il distanziamento fisico di almeno 1 metro dalle altre persone. Le aree gioco nei parchi sono accessibili, ma meglio evitarle nelle ore in cui potrebbero essere più affollate.Attraverso il gioco i bambini e le famiglie ritrovano socialità e benessere emotivo, sempre con il necessario distanziamento fisico e l’adozione di tutte le misure di sicurezza. L’Istituto Superiore di Sanità nel Report “Indicazioni ad interim per gravidanza, parto, allattamento e cura dei piccolissimi di 0-2 anni in risposta all’emergenza COVID-19” ha evidenziato l’importanza della “nurturing care”, cioè quell’insieme di condizioni che assicurano ai bambini buono stato di salute, alimentazione adeguata, genitorialità responsiva, opportunità di apprendimento precoce, protezione e sicurezza. “Nutrire i bambini” – sottolinea il Report – significa non solo assicurare loro la nutrizione, ma anche la sicurezza e la salute, prestare attenzione e rispondere ai loro bisogni e interessi, incoraggiarli ad esplorare l’ambiente e interagire con i caregiver e la comunità”.